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Filed Under (Intervista a Ivo Milazzo) by BlogOne on 05-03-2009

Intervista a Ivo Milazzo
sul “diritto d’autore” durante Lucca Comics & Games 2008

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L’intervista a Ivo Milazzo è curata dal fumettista Niccolò Storai per www.studiocreativity.com

SC-Ciao Ivo, cominciamo dalle cose più recenti;  parlaci de ” Una Firma per il Fumetto”, a cosa si riferisce?

Milazzo “- L’iniziativa vuole essere una forte forma di sostegno alla parte politica, oggi PD, che da 10 anni sta cercando di portare all’attenzione del Governo di turno la carenza legislativa che riguarda gli autori di fumetti.
Infatti ancora oggi non siamo citati in maniera specifica nella Legge sul Diritto d’Autore, che risale al ventennio fascista! Siamo tutelati per derivazione dalla stessa e dal Diritto Europeo, ma di fatto non ancora riconosciuti come categoria dallo Stato, che percepisce però le nostre tasse.
Per due volte, nel 2000 alla Camera e nel 2004 al Senato, è stata presentata una proposta di Legge atta ad integrare la Legge n°633 del 22 Aprile 1941 con una normativa di base che regolamenti il principio creativo che ci riguarda, come è stato per la musica, il cinema, la scrittura, la fotografia,ecc…
Malgrado il riscontro trasversale di tutti i partiti politici, non si è ancora arrivati a risolvere l’annosa questione sia per la tematica, sia per l’avvicendarsi delle diverse legislature.
Quindi, anche grazie a una lettera-appello sottoscritta da persone di cultura come Umberto Eco, Vincenzo Cerami, Goffredo Fofi, Giulio Giorello e Moni Ovadia, l’unica strada è quella di dimostrare la nostra ferrea volontà ad ottenere un nostro diritto.
Ho affiancato sin dall’inizio l’operazione con il consenso di centinaia di firme di addetti ai lavori, diventandone il ‘testimonial’.

SC-Parliamo di te come disegnatore, che ricordo hai del tuo primo fumetto pubblicato?

Milazzo – Il primo lavoro pubblicato è stata una striscia satirica IL PALAFITA con Giancarlo Berardi, con cui ho iniziato il percorso professionale, di cui ho un ricordo di estrema tenerezza, mista al pudore per l’incertezza degli inizi.
Poi c’è stata la parentesi sulla rivista Horror con IL CIECO e altre storielle del genere, Tarzan per la Francia, le matite per quattro storie Disney presso lo Studio BRC e tre episodi erotici di moda negli anni’70.
Nel ‘74 è stata la volta di TIKI per Il Giornalino e KEN PARKER per Bonelli.

SC – Una delle tue ultime cose uscite per il mercato italiano è Boia Rosso che hai realizzato su testi di Francesco Artibani e Katia Centomo, ci puoi raccontare la genesi e lo sviluppo di questo progetto?

Milazzo – Nel 2004 ero ospite in Val d’Aosta con una mostra. Lì ho fatto la conoscenza con Katia e Francesco che mi hanno proposto il personaggio del BOIA.
Il passo importante è stato il compromesso con Les Humanoides Associes per mantenere quello stile narrativo di disegno, che contraddistingue ormai la mia produzione.
Il vero problema è stata la colorazione a computer che mal di attaglia al mio segno.
Tanto è vero che, nell’ultimo lavoro “Impeesa – La grande avventura di Baden-Powell” edito da Lizard in quattro lingue per il centenario della nascita dello Scoutismo, ho provveduto ad eseguire personalmente questa parte con la consueta tecnica dell’acquerello.

SC – Che rapporto hai con le nuove tecnologie, usi il computer o non è un qualcosa che ti interessa?

Milazzo – Personalmente ritengo il computer un fantastico mezzo di comunicazione proprio per la sua velocità in tempo reale. Ma  per lavorare preferisco le tecniche tradizionali, con carta, matita, inchiostro, pennarello e pennello!

SC – Lavori molto spesso su ambientazioni storiche, come reperisci i riferimenti visivi necessari alla realizzazione dei disegni?.

Milazzo – La documentazione che sta alla base della narrazione, specialmente storica, mi arriva in genere dai libri e dai film. Uso internet solo per  gli oggetti e le informazioni più superficiali.

SC – Che fumetti leggi in questo periodo e quali sono gli autori che ti piacciono di più?

Milazzo – Mi è sempre più difficile reperire sul mercato prodotti che abbiano quell’equilibrio narrativo tra parte letteraria e parte grafica. Spesso le storie sono solo un tramite per dimostrare una capacità tecnica.
Secondo me, c’è poca voglia di mettere  le proprie capacità al servizio dell’efficacia della storia, indipendentemente se comica, grottesca o realistica.
In genere vedo uno stile ‘linea chiara’ che lascia la responsabilità delle atmosfere agli ‘effetti speciali’ della colorazione a computer,magari eseguita da terzi che operano in maniera autoreferenziale e al di là della funzionalità allo stile grafico.

SC -Da diversi anni si è venuto a creare il filone dei MovieComics, tu hai mai pensato ad un film con il tuo personaggio più famoso Ken Parker?

MilazzoOvviamente il pensiero di un adattamento di Ken nel cinema è sempre presente.
Ma, superata la difficoltà dei costi di realizzazione, dobbiamo aspettare qualcuno che creda nelle potenzialità emozionali del personaggio.

SC -Bene Ivo, a nome mio e dello StudioCreativity ti ringrazio molto per la tua disponibilità.

Milazzo - Grazie a voi.

Visita la pagina personale di Ivo Milazzo (clicca QUI)

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