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April 29, 2009 by lanuovaterra  
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Ti presento GoodNews

Migliorare costantemente noi stessi e aiutare gli altri a migliorare! Perche?
L’evoluzione è la legge della vita…
Migliorare cosa?
pensiero ~ POSITIVO
parola ~ POSITIVA
azione ~ POSITIVA
spirito ~ POSITIVO
mente ~ POSITIVA
corpo ~ POSITIVO
amore ~ POSITIVO
lavoro ~ POSITIVO
salute ~ POSITIVA
tempo ~ POSITIVO

dici che siamo fissati con la POSITIVITA’? Ehi, ma sei su GOOD NEWS…e qui la positività e il buon umore sono d’obbligo!!!
In quali modi intendiamo realizzare la nostra missione? Attraverso l’ideazione, realizzazione, divulgazione e pubblicazione di articoli POSITIVI, disegni POSITIVI, foto POSITIVE, video POSITIVI.
Tutta questa POSITIVITA’ ti sembra un po eccessiva? Ci reputeremo soddisfatti quando dopo avere contagiato il mondo vedremo giornali e telegiornali distribuire in egual misura buone notizie e cattive notizie! Accadrà mai? Ai posteri l’ardua sentenza! Intanto noi abbiamo deciso di stare sull’altra sponda e perseveriamo con grande “serietà” con la nostra missione…la bellezza alla conquista del mondo!

Direttore Editoriale
Chicchirichi
Sorridi e la vita ti sorriderà

Good News è un agenzia di stampa di Giornalismo Alternativo e Positivo di salute naturale ecoturismo bioedilizia agricoltura biologica alimentazione naturale energie alternative fantascenza misteri parapsicologia lavoro etico

Proposte di pace

April 29, 2009 by lanuovaterra  
Filed under Proposte di pace

Le proposte di pace

Dal 1983, il 26 gennaio di ogni anno – in occasione del giorno commemorativo della Soka Gakkai Internazionale – Daisaku Ikeda pubblica una proposta di pace che invia sia alle Nazioni Unite che a personalità di tutto il mondo.
Gli scritti prendono in esame tutti i problemi che l’umanità si trova ad affrontare e mettono in risalto – oltre a proposte di soluzioni – anche le basi filosofiche che possono sostenere e promuovere un radicale cambiamento.Tutte le proposte di pace redatte fino al 2001 sono raccolte in “La pace attraverso il dialogo” ed. Esperia (2 volumi).

2009: Verso una competizione umanitaria: una nuova corrente nella storia

  • Lo spirito di astrazione
  • Vincenti e perdenti
  • Gli eccessi dell’ideologia
  • Competizione umanitaria
  • Universalità interiore
  • Condividere il futuro
  • La questione ambientale
  • Responsabilità per il futuro
  • Abolizione delle armi nucleari
  • Disegnare il cambiamento
  • Il dialogo fonte creativa

2008: Umanizzare la religione, creare la pace

  • Proteggere l’integrità ecologica del pianeta
  • Proteggere la dignità umana
  • Costruire infrastrutture di pace

2007: Ristabilire le connessioni umane: il primo passo verso la pace mondiale

  • Volere il disarmo
  • Ridisegnare la nostra visione del mondo
  • Il capitalismo è morale?
  • Rivendicare la nostra umanità
  • Per una sicurezza libera dal nucleare
  • Il patrimonio delle azioni della SGI per la pace
  • Il dialogo globale

2006: Verso l’epoca di un nuovo popolo. Il grande cammino della pace

  • L’individuo libero e l’individuo spogliato
  • L’umanesimo di Montaigne
  • Un’Onu dei popoli
  • La questione ambientale
  • L’etica della simbiosi
  • La questione delle armi nucleari

2005: Verso una nuova era di dialogo: esplorare l’umanesimo

  • Usare il linguaggio per superare fanatismo e pregiudizi.
  • L’umanesimo ispirato al Buddismo.
  • Guardare oltre gli stereotipi.
  • L’educazione come forza di trasformazione.
  • Il dialogo fra umanità e natura.
  • Bisogna rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite.
  • Migliorare la sicurezza umana in Asia e nell’area del Pacifico.
  • Disarmo nucleare e commercio di armi.

2004: La trasformazione interiore: creare un’onda globale per la pace

  • Riconoscimento dell’altro.
  • Realizzare comunità che si sostengono fra loro.
  • Saper affrontare la morte è un segno di una società sana.
  • Il rafforzamento e la riforma delle Nazioni Unite.
  • Il disarmo nucleare e il progresso verso l’abolizione delle armi nucleari.
  • L’espansione e il miglioramento della sicurezza umana.

2003: Il grande movimento verso il secolo della vita

  • La funzione della parola per ristabilire la giustizia.
  • Un modello a misura di vita.
  • L’etica della coesistenza.
  • Ristabilire l’equilibrio tra intelletto e sensibilità.
  • Il pericolo dell’abrogazione di trattati internazionali e la riattivazione della corsa al nucleare.
  • Istituire una nuova agenzia dell’Onu per la cessazione della corsa agli armamenti atomici e al disarmo nucleare.
  • L’educazione risveglia i singoli alla comprensione del proprio potere.

2002: L’umanesimo della Via di mezzo

  • Spezzare la spirale della rappresaglia.
  • Il vero nemico è la disumanizzazione.
  • La padronanza di sé porta a uccidere la volontà di uccidere.
  • Costruire una cooperazione internazionale.
  • Riformare la conferenza sul disarmo.
  • La Carta della Terra e lo sviluppo sostenibile.
  • Promozione di scambi fra Cina, Giappone e Corea del Sud.

2001: Creare e sostenere un secolo di vita: le sfide di una nuova era

  • Rivitalizzazione dell’articolo 9 della Costituzione giapponese. Il popolo giapponese deve vincere il proprio egoismo e preoccuparsi del benessere dell’Asia e del mondo.
  • Il ruolo delle donne e della società civile nella creazione di una pace duratura.
  • Ripensare allo sviluppo considerando gli individui come protagonisti e non come passivi fruitori di aiuti.

2000: La pace attraverso il dialogo. Riflessioni su una cultura di pace

  • Costituzione all’interno dell’Onu di un Comitato che operi per la risoluzione di tutti i conflitti attraverso il controllo dell’applicazione delle leggi internazionali, delle leggi umanitarie e di quelle per i diritti umani.
  • Lotta alla povertà attraverso la riduzione degli investimenti destinati alle armi.
  • Creazione di “ambasciate delle Nazioni Unite”.
  • Creazione di una “Università di pace nel nord-est dell’Asia”, per creare scambi e instaurare un clima di fiducia in quella regione.

1999: Verso una cultura di pace. Una visione cosmica

  • La coscienza globale dei cittadini del mondo.
  • Verso una nuova cosmologia.
  • L’uso del potere morbido.
  • Il commercio delle armi e il problema del disarmo.

1998: L’umanità e il nuovo millennio: dal caos al cosmo

  • Ripensare il concetto di “tempo”.
  • La visione buddista della storia.
  • La costellazione di culture.
  • Unità nella diversità, diversità nell’unità.

1997: Nuovi orizzonti di una civiltà globale

  • Il rispetto per l’ambiente e il concetto buddista di “origine dipendente”.
  • L’etica della simbiosi.
  • La solidarietà umana attraverso la riforma delle Nazioni Unite.

1996: Verso il terzo millennio: la sfida dei cittadini del mondo

  • Tre princìpi – cittadini del mondo, spirito di tolleranza e rispetto per i diritti umani – sono le condizioni perché una religione possa essere considerata universale.
  • Il problema dei rifugiati.
  • Il ruolo dell’educazione per il cambiamento.

1995: Verso un secolo di pace e solidarietà

  • Potenziare il ruolo delle Nazioni Unite.
  • Abolizione della guerra.
  • Il significato profondo di tolleranza, che non significa compromesso.
  • Proteggere le minoranze senza cadere nel nazionalismo.
  • Dialogo tra le due Coree.
  • La Carta della Soka Gakkai Internazionale.

1994: La luce dello spirito globale: una nuova alba nella storia dell’umanità

  • Costituzione di un’Organizzazione pacifico-asiatica per la pace e la cultura e apertura di un ufficio Onu in Asia.
  • Ruolo del Giappone per assicurare scelte equilibrate all’interno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
  • Preparazione di una Conferenza di pace del nord-est asiatico.
  • Costituzione di un sistema di controllo per il traffico di armi.
  • Creazione di una nuova Agenzia Onu per il disarmo.

1993: Verso un mondo più umano nel prossimo secolo

  • Superare i conflitti regionali a base etnica.
  • Riportare il punto di vista delle Ong nel Consiglio di Sicurezza e nell’Assemblea generale dell’Onu.
  • Costituzione di un’Assemblea Onu dei cittadini.
  • Costituzione di un Alto Commissariato Onu per le popolazioni indigene e le minoranze etniche.
  • Costituzione di una nuova Agenzia internazionale che si occupi del problema delle armi nucleari.

1992: Un rinascimento di speranza e di umanità

  • Necessità di una rinascita spirituale dopo la guerra fredda.
  • Costituzione di un ufficio delle Nazioni Unite per l’ambiente e lo sviluppo, sulla scia del Summit sulla Terra.
  • Costituzione di un fondo Onu per la riduzione delle armi.
  • Preparazione di una mostra sull’ambiente e lo sviluppo.
  • Realizzazione di un Summit nord-sud coreano.

1991: L’alba del secolo dell’umanità

  • Immediata interruzione della guerra nel Golfo.
  • Necessità di creare un corpo internazionale che possa superare i limiti di un’Onu costituita di Stati sovrani.
  • Organizzazione di un “Consiglio per la sicurezza ambientale”.
  • Summit nord-sud coreano.

1990: Verso un nuovo secolo di speranza: il trionfo della democrazia

  • Riconferma dei diritti umani come principio universale.
  • Summit mondiale, sponsorizzato dalle Nazioni Unite, per affrontare i problemi regionali.
  • Conferenza mondiale di pace nel 2001 che chieda a tutte le nazioni di rinunciare al diritto di dichiarare guerra.
  • Sessione speciale sull’educazione all’interno dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
  • Costituzione di un Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo dell’educazione e per la formazione di un corpo di volontari dell’Onu per la cooperazione educativa.

1989: Una nuova globalizzazione

  • Realizzazione di un Centro delle Nazioni Unite per la prevenzione dei conflitti.
  • Testimoniare, attraverso mostre ed esposizioni, le minacce alla vita umana, l’abuso dei diritti umani e la distruzione dell’ambiente.
  • Realizzare un summit nord-sud coreano.

1988: Cultura e disarmo: i fondamenti della pace nel mondo

  • Stabilire princìpi di reciprocità ed eguaglianza negli scambi culturali.
  • Realizzazione del “Decennio delle Nazioni Unite per la pace e il disarmo” (1988-1997).
  • Realizzazione di una “Carta dei cittadini del mondo”.
  • Promozione di sforzi per lo sviluppo dell’area pacifico-asiatica.

1987: Diffondere lo splendore della pace verso il secolo dell’umanità

  • L’importanza del sostegno alle Nazioni Unite.
  • Adozione del principio di pace contenuto nella Costituzione giapponese come indirizzo universale.
  • Realizzazione di un “Decennio dell’educazione per i cittadini del mondo” (1991-2001).
  • Costituzione di un Istituto per lo studio dei problemi globali.

1986: Un movimento globale per una pace duratura

  • Sviluppo del dialogo tra Stati Uniti e Unione Sovietica verso la ricerca di un accordo sulle misure necessarie per congelare la produzione di armi nucleari come primo passo per la loro abolizione.
  • Un piano per stabilire un’organizzazione pacifico-asiatica per la pace e la cultura.
  • Summit per l’area pacifico-asiatica.
  • Organizzare in tempi brevi un summit tra le due Coree.

1985: Nuove onde di pace per il XXI secolo

  • Preparazione nell’immediato futuro di un summit tra Usa e Unione Sovietica.
  • Prima riunione della Terza sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul disarmo.
  • Summit tra la Corea del Nord e del Sud che dovrà tenersi nel prossimo futuro.
  • Un più ampio approccio allo sviluppo che includa una prospettiva spirituale nella creazione di un’area pacifico-asiatica.

1984: Costituzione di un movimento unitario per un mondo senza guerre

  • Proibizione della corsa all’uso di missili nucleari.
  • Accordo a non ingaggiare guerre nello spazio e a non usare armi dallo spazio contro la Terra.
  • Adozione da parte delle Nazioni Unite di una Dichiarazione internazionale di rinuncia alla guerra.

1983: Una nuova proposta per la pace e il disarmo

  • Ruolo delle Ong e delle persone comuni nella creazione di una società pacifica.
  • Creazione di un sistema di università, di istituti di ricerca e di governi locali che si prendano cura del sostegno teorico per la guida dei movimenti di pace studiando programmi e metodi concreti.
  • Dialogo tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
  • Congelamento delle armi nucleari.
  • Fondazione di un Centro per la prevenzione delle guerre nucleari.

La Carta della Terra

April 17, 2009 by lanuovaterra  
Filed under La Carta della Terra

PREAMBOLO
Per la storia della Terra, l’epoca che stiamo vivendo rappresenta un momento critico in cui l’umanità dovrà scegliere il proprio futuro. A causa della crescente interdipendenza e fragilità che caratterizza il mondo odierno, il futuro porta con sé grandi rischi e insieme grandi promesse. Per andare avanti dobbiamo riconoscere che pur all’interno di una straordinaria varietà di culture e forme di vita siamo comunque un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per portare avanti una società globale sostenibile fondata sul rispetto per la natura, per i diritti umani universali, per la giustizia economica, e su una cultura della pace. Per raggiungere tale obiettivo, è assolutamente necessario che noi, le Popolazioni della Terra, dichiariamo le nostre responsabilità l’una verso l’altra, verso tutte le altre forme di vita, verso le generazioni future.

La Terra, la nostra casa
L’umanità fa parte di un vasto universo in continua evoluzione. La Terra, la nostra casa, vive attraverso un’unica comunità vivente. Le forze della natura rendono l’esistenza un’avventura difficile e incerta, ma la Terra ha fornito le condizioni necessarie all’evoluzione della vita. La capacità di recupero della comunità vivente e il benessere dell’umanità dipendono dalla preservazione di una biosfera sana con tutti i suoi ecosistemi, di una ricca varietà di piante e animali, di terreni fertili, acque pure e aria pulita. L’ambiente mondiale e le sue risorse non rinnovabili sono una preoccupazione condivisa da tutta l’umanità. La tutela della vitalità, varietà e bellezza della Terra è una responsabilità inviolabile.

La situazione globale
I modelli di produzione e consumo dominanti sono la causa principale del degrado ambientale, dell’esaurimento delle risorse e dell’estinzione a cui sono destinate numerose specie. Le comunità sono vittime di un indebolimento disastroso. I vantaggi dello sviluppo non sono distribuiti equamente e il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più profondo. L’ingiustizia, la povertà, l’ignoranza, e i conflitti violenti sono largamente diffusi e causa di grandi sofferenze. Un aumento senza precedenti della popolazione umana ha sovraccaricato i sistemi ambientali e sociali. Le basi della sicurezza mondiale sono minacciate ma queste tendenze, sebbene pericolose, non sono inevitabili.

Le sfide del futuro
A noi la scelta: o una partnership globale con cui prendersi cura della Terra e del prossimo, o il rischio di distruggere noi stessi e tutte le altre forme di vita. Se scegliamo la prima opzione, dobbiamo modificare radicalmente i nostri atteggiamenti, valori e stili di vita. È indispensabile comprendere che una volta soddisfatti i bisogni essenziali, lo sviluppo umano si basa fondamentalmente su una maggiore ricchezza interiore e non su una maggiore ricchezza materiale. Possediamo le conoscenze e le tecnologie adatte per provvedere a tutti e per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. L’emergere di una società civile globale sta creando nuove opportunità per costruire un mondo più democratico e umano. Le nostre sfide ambientali, economiche, politiche e sociali sono collegate, e insieme possiamo forgiare soluzioni inclusive.

Responsabilità universale

Per realizzare queste aspirazioni, dobbiamo scegliere di vivere con un senso di responsabilità universale, identificandoci con l’intera comunità terrestre oltre che con le nostre comunità locali. Siamo contemporaneamente cittadini di nazioni diverse e di un unico mondo in cui il locale e il globale sono strettamente connessi. La responsabilità per il benessere presente e futuro della famiglia umana e di tutte le forme di vita spetta ad ognuno di noi. Lo spirito di solidarietà umana e il senso di affinità con le altre forme viventi diviene più saldo quando improntiamo la nostra vita sul rispetto del mistero dell’esistenza, sulla gratitudine per il dono della vita, riconoscendo umilmente il posto che l’uomo occupa nel vasto ordine delle cose.
Ciò di cui abbiamo urgentemente bisogno è una visione comune di un sistema di valori basilari in grado di costituire il fondamento etico dell’emergente comunità globale. Pertanto, condividendo tutti la stessa speranza, affermiamo la necessità dei seguenti principi interdipendenti per uno stile di vita sostenibile e attraverso cui guidare e valutare la condotta di ogni individuo, organizzazione, attività, governo, e istituzione sovranazionale.

PRINCIPI GENERALI
I. RISPETTARE E PRENDERSI CURA DELLA COMUNITÀ VIVENTE
1. Rispettare la Terra e tutte le forme di vita.
a. Riconoscere che tutti gli esseri viventi sono interdipendenti e che ogni forma di vita ha un valore intrinseco, indipendentemente dall’importanza che può avere per gli esseri umani.
b. Affermare la fede nella intrinseca dignità di tutti gli esseri umani e nel potenziale intellettuale, artistico, etico e spirituale dell’umanità.
2. Prendersi cura della comunità vivente con consapevolezza, condivisione e amore.
a. Accettare che il diritto di possedere, gestire e utilizzare le risorse naturali comporta necessariamente il dovere di impedire danneggiamenti ambientali e tutelare i diritti delle genti.
b. Affermare che l’ampliamento delle libertà, del potere e delle conoscenze comporta necessariamente un aumento di responsabilità nel promuovere il bene comune.
3. Impegnarsi per costruire società giuste, aperte alla partecipazione, sostenibili e pacifiche.
a. Assicurare che le comunità garantiscano ad ogni livello i diritti umani e le libertà fondamentali e forniscano a tutti l’opportunità di realizzare appieno il proprio potenziale.
b. Promuovere la giustizia sociale ed economica per garantire ad ognuno i mezzi necessari per vivere bene, in armonia con l’ambiente circostante.
4. Salvaguardare l’abbondanza e la bellezza della Terra per le generazioni presenti e future.
a. Riconoscere che la libertà d’azione di ciascuna generazione è limitata dalla previsione delle esigenze delle generazioni future.
b. Trasmettere alle generazioni future i valori, le tradizioni, e le istituzioni che sostengono lo sviluppo a lungo termine delle comunità umane e ambientali della Terra.
Per poter realizzare questi quattro impegni generali occorre:

II. INTEGRITÀ AMBIENTALE
5. Proteggere e ripristinare l’integrità dei sistemi ecologici della Terra, prestando particolare attenzione alla biodiversità e ai processi naturali che sostengono la vita.
a. Adottare ad ogni livello programmi e regolamenti di sviluppo sostenibili che rendano la conservazione e la riabilitazione ambientale una parte integrante di tutte le iniziative di sviluppo.
b. Istituire e salvaguardare i parchi naturali e le riserve per la biosfera realizzabili, comprese zone selvagge e regioni marine, per proteggere i sistemi della Terra che sostengono la vita, mantenere la biodiversità e preservare la nostra eredità naturale.
c. Promuovere il recupero delle specie e degli ecosistemi in pericolo.
d. Controllare e sradicare gli organismi non indigeni o geneticamente modificati dannosi per le specie autoctone e per l’ambiente, e impedire l’introduzione di tali organismi dannosi.
e. Gestire l’uso di risorse rinnovabili quali acqua, suolo, prodotti della foresta e vita marina in modo da non superare il naturale ritmo di rigenerazione e tutelare la salute degli ecosistemi.
f. Gestire l’estrazione e l’uso di risorse non rinnovabili quali minerali e combustibili fossili secondo modalità che consentano di ridurre al minimo lo sfruttamento e di non causare seri danni ambientali.
6. Prevenire i danni ambientali quale miglior mezzo di tutela dell’ambiente e, in caso di conoscenze non sufficienti, applicare un approccio preventivo.
a. Agire per evitare la possibilità di danni ambientali seri o irreversibili anche quando le conoscenze scientifiche sono insufficienti o discutibili.
b. Dare l’onere della prova a coloro che sostengono che un’attività proposta non causerà danni significativi, e rendere le parti responsabili perseguibili per i danni ambientali.
c. Assicurarsi che i processi decisionali prendano in esame le conseguenze complessive, a lungo termine, indirette, a lunga distanza e globali delle attività umane.
d. Prevenire l’inquinamento di qualsiasi parte dell’ambiente e l’accumulo di sostanze radioattive, tossiche o altre sostanze pericolose.
e. Impedire le attività militari che deteriorano l’ambiente.
7. Adottare modelli di consumo, produzione, e riproduzione che rispettino e salvaguardino le capacità rigenerative della Terra, i diritti umani e il benessere delle comunità.
a. Ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali usati nei sistemi di produzione e consumo, e garantire l’assimilabilità di rifiuti e residui da parte dei sistemi ambientali.
b. Utilizzare l’energia in modo controllato ed efficiente, scegliendo in misura crescente le fonti rinnovabili, quali il sole e il vento.
c. Promuovere lo sviluppo, l’adozione e l’equo trasferimento di tecnologie ecocompatibili.
d. Integrare gli interi costi ambientali e sociali delle merci e dei servizi nei prezzi di vendita, e consentire ai consumatori di individuare i prodotti che soddisfano i più alti standard sociali e ambientali.
e. Garantire l’accesso universale ad una assistenza sanitaria che promuova condizioni di riproduzione sane, controllate e responsabili.
f. Adottare stili di vita che diano importanza alla qualità della vita e ai mezzi necessari per vivere in un mondo di risorse limitate.
8. Sviluppare lo studio della sostenibilità ambientale e promuovere lo scambio aperto e l’ampia applicazione delle conoscenze acquisite.
a. Sostenere la cooperazione internazionale scientifica e tecnologica per la sostenibilità, con un’attenzione particolare alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo.
b. Riconoscere e preservare in tutte le culture le conoscenze tradizionali e il patrimonio spirituale che contribuiscono alla protezione ambientale e al benessere umano.
c. Garantire che le informazioni di importanza vitale per il benessere umano e la tutela ambientale, comprese le informazioni genetiche, siano disponibili per tutti in qualsiasi momento.

III. GIUSTIZIA SOCIALE ED ECONOMICA

9. La lotta alla povertà come dovere etico, sociale, economico e ambientale.
a. Garantire il diritto di usufruire di acqua potabile, aria pulita, sicurezza alimentare, suolo incontaminato, protezione e condizioni sanitarie sicure, con la distribuzione delle risorse nazionali e internazionali necessarie.
b. Consentire a ciascun essere umano di svilupparsi fornendogli istruzione e risorse adeguate ad assicurargli uno stile di vita sostenibile e reti di previdenza sociale per coloro che non sono in grado di provvedere autonomamente al loro mantenimento.
c. Riconoscere gli emarginati, proteggere i più deboli, servire coloro che soffrono, e aiutarli a sviluppare le loro capacità e perseguire le loro aspirazioni.
10. Assicurarsi che le attività economiche e le istituzioni a tutti i livelli promuovano lo sviluppo umano in modo equo e sostenibile.
a. Promuovere un’equa distribuzione della ricchezza al livello nazionale e transnazionale.
b. Incrementare le risorse intellettuali, finanziarie, tecniche e sociali dei Paesi in via di sviluppo e alleggerire gli onerosi debiti contratti da tali Paesi a livello internazionale.
c. Assicurarsi che le attività commerciali promuovano l’uso sostenibile di risorse, la tutela ambientale e normative avanzate per il lavoro.
d. Richiedere alle imprese multinazionali e alle organizzazioni finanziarie internazionali di agire con trasparenza nel bene pubblico, e ritenerle responsabili delle conseguenze delle loro attività.
11. Affermare l’uguaglianza e la parità tra i generi quale presupposto per lo sviluppo sostenibile e assicurare un accesso universale all’educazione, all’assistenza sanitaria e alle opportunità economiche.
a. Assicurare i diritti umani alle donne e alle ragazze e porre fine a ogni forma di violenza nei loro confronti.
b. Promuovere la partecipazione attiva delle donne in tutti gli aspetti della vita economica, politica, civile, sociale e culturale come decisori, leader, beneficiari e partner a pari e pieno titolo.
c. Rendere le famiglie più solide e garantire la sicurezza e la cura attenta di tutti i membri familiari.
12. Difendere il diritto di ogni individuo, senza discriminazioni, a vivere in un ambiente naturale e sociale che sia di sostegno alla dignità umana, alla salute fisica e al benessere spirituale, con particolare attenzione ai diritti delle popolazioni indigene e delle minoranze.
a. Eliminare tutte le forme di discriminazione, connesse alla razza, al colore della pelle, al genere, all’orientamento sessuale, alla religione, alla lingua e all’origine nazionale, etnica o sociale.
b. Affermare il diritto delle popolazioni indigene alle proprie conoscenze e credenze spirituali, al territorio, alle risorse e ai tradizionali usi e costumi.
c. Onorare e sostenere i giovani delle nostre comunità per consentire loro di adempiere pienamente il fondamentale compito di creare società sostenibili.
d. Proteggere e rinnovare luoghi di rilevante valore culturale e spirituale.
IV. DEMOCRAZIA, NON-VIOLENZA E PACE
13. Rafforzare le istituzioni democratiche a tutti i livelli, e fornire trasparenza e affidabilità di governo, partecipazione completa ai processi decisionali, e accesso alla giustizia.
a. Difendere il diritto di ogni individuo a ricevere informazioni chiare e tempestive sulle questioni ambientali e su tutti i programmi e le attività di sviluppo che possono coinvolgerli o interessarli.
b. Sostenere la società civile locale, regionale e globale e promuovere la significativa partecipazione di ogni individuo e organizzazione interessati al processo decisionale.
c. Proteggere la libertà di opinione, di espressione, di riunione pacifica, di associazione e di dissenso.
d. Istituire un accesso effettivo ed efficiente alle procedure amministrative e giudiziarie indipendenti, compresi i rimedi e le riparazioni dei danni ambientali e le minacce di tali danni.
e. Eliminare la corruzione in tutte le istituzioni pubbliche e private.
f. Rafforzare le comunità locali per consentire loro di prendersi cura dell’ambiente in cui vivono, e assegnare le responsabilità per la protezione ambientale ai livelli governativi in cui possano essere svolte nel modo più efficace.
14. Integrare nell’educazione formale e nella formazione a vita il sapere, i valori e le abilità necessarie per uno stile di vita sostenibile.
a. Fornire a tutti, soprattutto ai bambini e ai giovani, le opportunità educative che rafforzino la loro capacità di contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile.
b. Promuovere il contributo delle arti e delle materie umanistiche oltre a quello delle scienze nell’educazione alla sostenibilità.
c. Accrescere il ruolo dei mezzi di comunicazione nella sensibilizzazione sulle sfide ambientali e sociali.
d. Riconoscere l’importanza dell’educazione morale e spirituale per vivere in modo sostenibile.

15. Trattare tutti gli esseri viventi con rispetto e considerazione.
a. Proteggere gli animali domestici dalle crudeltà e sofferenze a cui sono esposti.
b. Proteggere gli animali selvaggi dai metodi di caccia, di cattura e pesca che causano condizioni di sofferenza estreme, prolungate o inutili.
c. Prevenire o eliminare il più possibile la cattura o la distruzione indiscriminata di specie animali.
16. Promuovere una cultura della tolleranza, non-violenza e pace.
a. Incoraggiare e sostenere la comprensione, la solidarietà e la cooperazione reciproca tra i popoli e tra le nazioni.
b. Attuare strategie complessive per prevenire i conflitti violenti e utilizzare strategie collettive di risoluzione dei problemi per gestire e risolvere i conflitti ambientali e altre dispute.
c. Smilitarizzare i sistemi di sicurezza nazionali portandoli a un livello di difesa non provocatorio, e convertire le risorse militari per scopi pacifici, quali il recupero ambientale.
d. Eliminare le armi nucleari, biologiche e tossiche e altre armi di distruzione di massa.
e. Assicurarsi che dispositivi orbitali e spaziali vengano utilizzati soltanto per fini di tutela ambientale e mantenimento della pace.
f. Riconoscere che la pace è l’insieme creato da rapporti bilanciati ed armoniosi con se stessi, con le altre persone e culture, con altre forme di vita, con la Terra e con il più vasto insieme di cui tutti fanno parte.

VERSO IL FUTURO
Come mai prima d’ora nella storia dell’umanità, un destino comune ci spinge a cercare un nuovo inizio. Tale rinnovamento è la promessa di questi principi della Carta della Terra: per mantenerla dobbiamo impegnarci ad adottare e promuovere i valori e gli obiettivi della Carta.
Per raggiungere questo scopo, occorre una nuova disposizione mentale e spirituale, un nuovo senso di interdipendenza globale e di responsabilità universale. Dobbiamo usare tutto il nostro potenziale di immaginazione e di ingegno per sviluppare e attuare a livello locale, regionale, nazionale e mondiale la visione di uno stile di vita sostenibile. Il nostro patrimonio culturale e la varietà delle sue forme sono un dono prezioso per tutti noi e le diverse culture sapranno trovare modi peculiari per realizzare tale visione. È nostro dovere approfondire ed estendere il dialogo mondiale da cui ha avuto origine la Carta della Terra, poiché la ricerca comune e continua della verità e della saggezza è fonte di nuove conoscenze ed esperienze.
Nella vita accade spesso di affrontare contrasti tra valori importanti e dover compiere scelte difficili. Nonostante ciò, dobbiamo trovare il modo per armonizzare la diversità con l’unità, l’esercizio della libertà con il bene comune, gli obiettivi a breve termine con quelli a lungo termine. Ogni individuo, famiglia, organizzazione, azienda e comunità ha un ruolo decisivo in questo progetto. Le arti, le scienze, le religioni, le istituzioni educative, i mezzi di comunicazione, le imprese, le organizzazioni non governative e i governi sono chiamati ad offrire la loro creatività, il loro sostegno e la loro guida per raggiungere l’obiettivo. L’azione congiunta di governi, società civile e comunità imprenditoriale è fondamentale per una gestione efficace.
Per poter costruire una comunità globale sostenibile, le nazioni del mondo devono rinnovare il loro impegno nelle Nazioni Unite, adempiere ai propri obblighi in base agli accordi internazionali in vigore, e sostenere l’attuazione dei principi della Carta della Terra con uno strumento giuridicamente vincolante sull’ambiente e lo sviluppo.
Il nostro compito è quello di rendere indimenticabile la nostra epoca per ciò che essa potrà offrire: un nuovo rispetto per la vita, un impegno energico e risoluto a realizzare la sostenibilità, un nuovo impulso alla lotta per la giustizia e la pace, e una celebrazione gioiosa della vita.

Dirtitti umani

April 2, 2009 by lanuovaterra  
Filed under Diritti umani

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